TORCIA OLIMPICA - Le Olimpiadi d'Italia

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TORCIA OLIMPICA

Il nuovo modello della torcia, la cui concezione è stata ispirata dal Prof. Amedeo Maiuri, soprintendente alle Antichità della Campania, aveva il fusto scanalato e leggermente conico come le torce riprodotte sui monumenti antichi. E' stata realizzata in alluminio bronzato, alta 40 cm e pesante 580 grammi,  dallo Studio Curtisa di Bologna.  Durante il viaggio da Siracusa a Roma è stata accesa con speciali capsule contenenti sostanze resinose, prodotte dalla ditta G. Belardini & Figli di Roma. Il tubo di cartone che la conserva è stato realizzato dal tubettificio "Bargiacchi" di Roma.

Operai al lavoro nella Fabrica Curtisa di Bologna per la realizzazione della Torcia Olimpica del 1960
Workers in the Curtisa Factory in Bologna for the construction of the 1960 Olympic Torch
Designed by Pier Luigi Nervi and Amedeo Maiuri, the torch is based on a classical model and is meant to resemble torches depicted on ancient monuments. Made of aluminum and then bronze plated, the torch bears the Olympic rings and is labeled ''GIOCHI DELLA XVII OLIMPIADE''. Comes housed inside original decorative box. Torch measures 15.75'' and weighs 1 lb. 3 oz., or 550 g (without flame). During the journey from Syracuse to Rome it was lit with special capsules containing resinous substances, produced by the company G. Belardini & Figli of Rome. The cardboard tube that holds it was made by the "Bargiacchi" tube factory in Rome.
La torcia utilizzata dall'ultimo tedoforo, Giancarlo Peris, all'interno dello Stadio Olimpico di Roma, piuttosto che le capsule di sostanze resinose della ditta Belardini, aveva un bruciatore alimentato a gas. Tutto ciò per evitare il rischio che il vento che soffiava quel giorno a Roma, potesse spegnere il fuoco saco con il quale sarebbe stato acceso il braciere olimpico.
The torch used by the last torchbearer, Giancarlo Peris, inside Rome's Olympic Stadium had a gas-powered burner rather than the resin capsules made by the Belardini company. This was to avoid the risk that the wind blowing in Rome that day might extinguish the sacred fire with which the Olympic brazier would be lit.
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