Libera - Le Olimpiadi d'Italia

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ROMA 1960 > LE GARE > Lotta

Il primo settembre la Greco-Romana lasciò la scena alla Libera. In questa specialità si pensava che il duello  tra sovietici e turchi sarebbe stato ancora più vivo che nella greco-romana in quanto si trattava di lottatori furbi, vigorosi e spietati. Considerati i risultati dei Giochi di Melbourne, nella lista delle nazioni candidati ai vari podii bisognava tener conto anche dei bulgari dei giapponesi e degli iraniani, sorprese potevano arrivare dagli americani. Tutti i tornei furono intensi e ricchi di sorprese e gli incontri furono molto più veloci rispetto alla greco-romana.

Nella categoria dei pesi Mosca si impose il turco Ahmet Bilek. Il favorito, il sovietico Ali Aliev, perse l'autobus per il podio al quinto match, quando venne atterrato dall'iraniano Sadibadi Moha Seifpour, alla fine solo medaglia di bronzo in quanto battuto ai punti in finale proprio dal turco Bilek, vincitore dell'oro. La medaglia d'argento andò al giapponese Masayuki  Matsubara.

Bilek  contro Seifpour

Matsubara contro Elliot Simon (USA)

Aliev contro Bengt Frannfors (SVE)

Bilek  contro Matsubara

Nei pesi Gallo parteciparono 19 lottatori e ci fu la sorpresa dell'americano Terrence McCann che, inaspettatament, vinse l'oro con 6 vittorie ed una sola sconfitta ad opera del finlandese Jaskari. Alle sue spalle il bulgaro Nezhdet Zalev e il polacco Tadeusz Trojanowski. Nulla da fare per il favorito Michail Shakhov (URSS), eliminato nei primi turni.

sopra l'incontro decisivo tra McCann e Trojanowski
a sinistra il match che ha visto l'esclusione di Shakhov
e a destra McCann con la sua medaglia d'oro

Nei pesi Piuma (25 lottatori in gara), invece, non vi furono sorprese. Per il favorito, il turco Mustafa Daginstali, non ci furono problemi e già al quinto turno era abbastanza sicuro che l'oro sarebbe andato proprio al turco. Daginstali era un lottatore dalla tenica eccezionale ed a nulla valsero le buone prestazioni del giapponese Tamiji Sato (accreditato come il rivale più pericoloso per il turco campione del mondo), del sovietico Vladimir Rubashvili e, soprattutto, del bulgaro Stantcho Ivanov, battuto ai punti nel match di finale.

un match preliminare tra Dagistanli e il finlandese Erkki Penttila

Daginstanli festeggia la vittoria



il match di finale tra Daginstanli ed Ivanov

Nei pesi Leggeri, altra maratona ed altra inattesa vittoria a stelle e strisce. Nel novero dei favoriti spiccavano i nomi del turco Hayrullah Sahin, del giapponese Kazuo Abe, dell'iraniano Mostafa Tajiki e del sovietico Vladimir Syniavskiy, ma il giovane americano Shelby Wilson, alla sua prima olimpiade come McCann, mise d'accordo tutti. Wilson, con una sequenza incredibile di vittorie (battè in ordine l'indiano Parkash Gian, il finlandese Martti Peltoniemi, Abe, Sinyavskiy ed infine Tajiki), si aggiudicò il torneo, lasciando al sovietico l'argento ed al bulgaro Enyu Valchev il bronzo.

Per le categorie superiori, gli esperti si aspettavano un'aspra battaglia tra sovietici e medio-orientali ed invece ecco che spunta il terzo degli americani. Nella categria dei pesi Welter lo statunitense ouglas Blubaugh, anch'egli con una serie infinita di vittorie, si mette al collo la medaglia d'oro lasciando ad Ismail Ogan la medaglia d'argento e al pakistano Muhammad Bashir quella di bronzo.

il match tra il  bulgaro Enio Dimov e Changnon

la sfida finale tra Douglas Blubaugh e Ismael Ogan



nella foto sotto Ogan contro l'indiano Chand Usey

Nei pesi Medi, con 19 lottatori in gara, i  due pronosticati, il turco Hasan Gungor ed il sovietico Georgyi Skhirtladze, salirono sui due grandini più alti del podio. Ma non ebbero vita facile. La storia si risolse al quinto turno, quando Gungor ribaltò in cinque minuti l'americano Edward Dewitt, al quale sarebbe bastato un verdetto ai punti, anche negativo, per aggiudicarsi il titolo. Nell'altro match, Skhirtladze pareggiò con lo svedese Hans Antonsson, ma grazie alla netta sconfitta di Dewitt, si aggiudicò l'argento. Il bronzo se l mise al collo Antonsson.

il match tra Gungo e Dewitt

Il campione Olimpico Hasan Gungor in un momento di pausa tra un incontro e l'altro

Nei pesi Medio-Massimi l'iraniano Cholam Reza Takhiti, super favorito, sembrò dominare il torneo dall'alto della sua classe. Takhiti esordì battendo in pochi secondi l'afgano Gunga Ghulam Mohiddin, che non era proprio l'ultimo arrivato. Poi atterrò in tre minuti l'australiano Patrick Parson, in due minuti Kazuo Abe, in cinque il magiaro Gyorgy Gurics, e poi il sudafricano Hermanus Van Zyl. A quel punto, quando sembrava che Takhiti avesse l'oro in tasca, con cinque penalità di margine sull'unico sopravvissuto, il turco Ismet Atli, Takhiti dovette affrontarlo nella finale... e perse ai punti. Medaglia di bronzo allo svedese Viking Palm.

la decisiva vittoria di Atli contro Takhiri


nelle altre foto dall'alto i match tra Atli e Palm, quello tra il turco Kazim Ayvaz e l'indiano Shiam Sunder, poi sotto tra l'italiano Garibaldo Nizzola ed Abe e tra il sovietico Anatoly Albul e Palm

Nei pesi Massimi molti davano per certo il trionfo del turco Hamit Kaplan, un atleta forte con tecnica e stile di prim'ordine.  Tra i favoriti anche lo svedese Bertil Antonsson ed il sovietico Savkuz Dzarasov.. Al secondo turno Kaplan fece pari con il bulgaro Liutvi Djiber, poi, dopo un paio di vittorie, impattò nuovamente con il sovietico Dzarasov dando la possibilità al tedesco Wilfried Dietrich, rivelazione del torneo, che grazie ad una vittoria prima del limite con l'italiano Maniscalchi, si portò in testa. Nel prosieguo del torneo, il tedesco battè il sovietico e poi pareggio con il turco, conquistando la medaglia d'oro. Argento  bronzo andarono ai delusi Kaplan ed a Dzarasov.

il turco Hamit Kaplan contro l'americano William Kerslake


sotto e a sinistra due momenti della sfida decisiva di questo torneo tra Dietrich e Dzarasov

 
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