ROMA 1924-1936-1940 - Le Olimpiadi d'Italia

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ROMA 1924-1936-1940

I distintivi fatti coniare dal Giappone per i 2600 anni dell'Impero

Roma si rifa' viva per chiedere i Giochi del 1924, sfidando la concorrenza di Amsterdam, Barcellona, Los Angeles, Praga e Parigi. Ma il ricordo di quanto accaduto una ventina di anni prima sembra fatto apposta per alienare alla capitale d'Italia le simpatie del C.I.O., che sceglie Parigi. Il terzo tentativo romano riguarda i Giochi del 1936, che Berlino s'aggiudica dopo aver superato la concorrenza di altre undici candidature. Mentre la seconda guerra mondiale è ormai alle porte, Roma torna a proporsi per le Olimpiadi del 1940 e del 1944 (entrambe poi cancellate per i drammatici eventi bellici).  Il regime aveva avanzato la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 1940, che avrebbero dovuto affiancarsi all’Esposizione Universale, prevista per il 1941 e pensata come grande celebrazione dei fasti e dei successi del fascismo. Jigoro Kano, Presidente del Comitato Organizzatore per la candidatura di Tokyo 1940, sostiene che “Mussolini é un grande uomo ed ha una cordiale comprensione per il nostro paese e i suoi interessi”, “Se Mussolini fosse avvicinato nella giusta maniera, porterebbe la propria influenza in favore del Giappone rinunciando alla candidatura italiana”. Al di là della valutazione su Mussolini, Jigoro Kano vede giusto e infatti nel 1935 la previsione si avvera. La scusa ufficiale é che nel 1940 ricorre il 2600° anno dell’impero giapponese, di fatto sono le nuove alleanze sull’asse Roma-Berlino e la necessità di assicurarsi l’appoggio Giapponese per contenere la Russia che fanno il miracolo. In cambio l’Italia ottiene dal Giappone la cessazione della vendita di armi all’Etiopia, paese che l’Italia si appresta ad invadere.

 
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