Canottaggio - Le Olimpiadi d'Italia

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Canottaggio

ROMA 1960 > LE GARE > Canoa e Canottaggio

Nel 1960, a Roma, nel canottaggio, i più ispirati sembravano in dubbiamente i canottieri tedeschi, tanto che il loro allenatore, Karl Adam, era diventato una leggenda per il disegno innovativo delle barche, le astute tattiche di gara e i rigorosi metodi di allenamento, i suoi equipaggi quando manovrano alla perfezione, offrivano uno spettacolo bizzarro ma quasi ipnotico. Alla fine, su sette gare, tre furono dominate proprio dai tedeschi che chiusero il programma sul Lago di Albano con la spettacolare vittoria dell'Otto, formato da Karl Hopp, Walter Schroder, Klaus Bittner, Kraft Schepke, Frank Schepke, Manfred Rulffs, Hans Lenk, Karl Von Groddeck e il piccolo timoniere Willi Padge.

Lo svolgimento della gara dell'Otto ripetè fin nei particolari il quadro disegnato da Adam. Con le acque calme ed un leggero vento a favore, la Germania si portò ben presto in testa mentre il Canada era secondo. A metà percorso la Germania aveva un vantaggio di una lunghezza e mezzo rispetto al Canada, seguito da Francia e Cecoslovacchia. Al segnale dei 750 metri i canadesi provarono ad accelerare, come aveva previsto l'allenatore tedesco, riuscendo quasi a strappare la prima posizione all'armo della Germania, finche questi, che avevano atteso pazientemente  quel momento, non scatenarono il loro furioso contrattacco con quarantacinque colpi al minuto, avventandosi sulla linea di arrivo con un vantaggio di quasi una barca e scndendo sotto il precedente record del mondo di 5 e 2".

La prima finale disputatasi il 3 settembre, nelle acque del lago di Abano, fu quella del "quattro con timoniere" che vedeva alla partenza gli equipaggi di Unione Sovietica, Ungheria, Italia, Germania, Francia e Australia. Il via fu dato alle 15.00 precise ed i sovietici, sperando di sorprendere i loro avversari, partirono a razzo e fino ai mille metri conducevano in testa la regata. Poi, con vogate micidiali, i tedeschi guadagnarono una punta sui sovietici che cercarono di resistere ma che furono definitivamente distanziati ai millecinquecento. I tedeschi chiusero la gara in 6'39"12, seguiti dai francesi, protagonisti di un bel recupero, terzi gli italiani che superarono gli stanchissimi sovietici nel rush finale.

Nel "2 con" s pronosticava un'altra lotta tra sovietici e tedeschi. Alla partenza i l'armo tedesco, con l'esperto Heinz Rennenberg il gigante Bernhard Knubel ed il piccolo timoniere Klaus Zerta,  partì in tromba. Ai primi rilevamenti i due armi favoriti passarono appaiati. Ai mille metri i tedeschi produssero lo sforzo massimo, con vogate lunghe e potenti. Ai 1500 avevano già mezza barca sui sovietici, mentre da dietro stava tornando impetuoso l'armo statunitense. Un ultimo, terribile sforzo ed i tedechi riuscirono a conquistare la medaglia d'oro con il tempo di 7'29"13, seguiti dai sovietici e dagli americani che, pur crollando nel finale, riuscirono a mantenere un livissimo vantaggio su danesi, italiani e romeni.

Klaus Zerta con la sua medaglia d'oro

Queste le medaglie d'oro tedesche (che conquistarono anche un argento nel singolo). Le altre 4 medaglie in palio nel Canottaggio andarono agli statunitensi J. Sayre, R. Wailes, T. Nash e A. Ayrault nel "quattro senza", ai sovietici nel "due senza" e nel "sigolo" ed ai cecoslovacchi nel "due di coppia".

 
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