Tiro a Bersaglio - Le Olimpiadi d'Italia

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Tiro a Bersaglio

Nelle gare di Tiro a segno delle Olimpiadi romane, i grandi favoriti erano i sovietici, cui si potevano opporre in tutte le specialità gli statunitensi. Le gare si svolsero dal 3 al 10 settembre nei poligoni "Umberto I" e "Cesano": Cinque specialità in programma, di cui tre di carabina e due di pistola. Per semplicità logistica, le cinque gare furono programmate una dopo l'altra: 3 e 5 settembre l'arma libera, il 5 e 6 la pistola libera, il 7 e 8 la carabina piccolo calibro tre posizioni, l'8 e il 9 il tiro celere con la pistola, il 9 e 10 la carabina libera posizione a terra.

The shooting events at the 17th Olympic Games in Rome, Italy, were fired Sept. 5 - 10, 1960, on 3 different ranges. The small bore rifle (prone and 3x40), free pistol, and rapid-fire pistol events were conducted at the Poligono Umberto I. This range is situated at the north edge of the city. For many years it was a 300-meter rifle range, but housing construction in the safety area forced the elimination of 300-meter rifle shooting. Free-rifle shooting at 300-meters distance was done on a newly constructed range situated on the reservation of the Italian Infantry School next to the town of Cesano. This reservation is approximately 20 miles northwest of Rome.

La prima specialità a svolgersi, sabato 3 e lunedì 5 al Poligono di Cesano, fu quella dell'arma libera a terra da 300 metri. Era la gara più attesa in quanto tutti si aspettavano la sfida tra il sovietico Bogdanov (primatista mondiale) e lo statunitense Puckel recente campione con record dei Giochi Panamericani. Poi, a causa di problemi fisici, il sovietico non potè partecipare e fu sostituito da Moysey Iktis, ma l'URSS poteva contare anche sul campione olimpico di Melbourne Vasilyi Borisov.

La finale si disputò nella giornata peggiore di tutta l'Olimpiade, pioggia e vento disturbarono molto i tiratori. Dopo la prima serie conduceva lo svizzero Spilmann davanti all'austriaco Hammerer ed il sovietico Borisov. Nelle altre due posizioni Borisov recuperò lo svantaggio ma non completamente, l'oro andò as Hubert Hammerer seguito da Spilmann e da Borisov.

Sempre il 5 settembre, ma al Poligono Umberto I, cominciarono le eliminatorie per la gara di pistola libera: 40 colpi da una distanza di 50 metri. La finale, con 54 tiratori, si svolse la mattina del 6 settembre. Nelle 6 serie di 10 colpi ciascuna emerse la classe del sovietico Alexei Gustchin, grazie alla quale conquistò l'oro battendo il record dello svedese Ullman che resisteva da Berlino 1936. Secondo si piazzò il suo connazionale Umarov e terzo il giapponese Yoshikawa.

Alexey Gustchin (URSS)

La carabina piccolo calibro tre posizioni si svolse ancora al Poligono romano il 7 e l'8 settembre e non registrò sorprese di sorta: i due sovietici Viktor Shamburkin e Marat Nijasov erano i netti favoriti e furono loro ad aggiudicarsi l'oro e l'argento, terzo giunse il tedesco Klaus Zahringer.

L'8 e il 9 settembre si svolgeva al Poligono romano la spettacolare specialità del tiro celere alla sagoma. Si tira da 25 metri in piedi, il bersaglio è costituito da un gruppo di cinque sagome a forma d'uomo. Si sparano in due giornate nelle varie piazzole, 60 colpi in due riprese da 30, ciascuna di sei serie da cinque colpi.

Alla gara di Roma parteciparono circa 60 tiratori ed il favorito era il finnico Pentti Linnosvuo, suoi più pericolosi avversari erano il campione olimpico romeno Stefan Petrescu, i due sovietici Alexandr Zabelin ed Eugeny Cherkasov, lo svedese Stig Berntsson e gli americani William McMilan e Lawrence Mosely. La prima giornata vide Cherkasov al comando della classifica con 296 punti, avendo alle sue spalle tutti gli altri migliori tiratori. Nella seconda giornata Cherkasov finì fuori tempo nella serie da quattro secondi e perse clamorosamente un bersaglio. Ne approfittarono McMillan, Linnosvuo e Zabelin che conclusero tutti e tre a pari punti, 587. Il barrage vide vincitore McMillan, capitano dei Marine, ed alle sue spalle il finlandese ed il russo.

William Mcmillan (USA)

L'ultima gara in programma, la carabina piccolo calibro da posizione prona, registrò la sorpresa più grossa. Nelle eliminatorie, quanto mai necessarie per scremare gli 85 concorrenti, tutto andò secondo le previsioni, con il canadese Edson Warner e i due rumeni Iosif Sirbu e Nicolae Rotaru (favoriti della vigilia), ai primi posti provvisori e con il sovietico Borisov (lo stesso che aveva vinto il bronzo nella gara con fucile da 300 metri) e l'americano Hill a seguirli da vicino. Ma la sorpresa arrivò nella giornata conclusiva, quando un altro nordico, il diciottenne tedesco Peter Kohnke, sbaragliò tutti. Il tedesco vinse con uno score di 590 punti, lasciando ad una lunghezza l'americano James Hill. Medaglia di bronzo al venezuelano Enrico Forcella Pelliccioni, figlio di emigranti italiani.

Le gare di tiro al piattello si svolsero nel campo di Tiro a volo Lazio, situato in via Eugenio Vajana 21, nelle immediate adiacenze del Piazzale delle Muse a circa 1 km dal Villaggio Olimpico.
The Clay-Pigeon Shooting Competition took place at the shooting range belonging to the Lazio Club, situated in Via Eugenio Vejana 21, immediately adjacent to the Piazzale delle Muse Square and 1 km. distant from the Olympic Village.

 
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