Chiusura - Le Olimpiadi d'Italia

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Chiusura

TORINO 2006 > LE CERIMONIE

La cerimonia di chiusura si è tenuta allo Stadio Olimpico la sera del 26 febbraio 2006 alle ore 20:00 CET, presso lo Stadio Olimpico di Torino (ex Stadio Comunale). Il tema scelto per lo spettacolo è stato il Carnevale italiano, i cui festeggiamenti coincidevano, nel calendario del 2006, con gli ultimi giorni dei Giochi Olimpici. Agli spettatori e agli atleti sono state fornite mascherine da indossare sul viso. Nei vari quadri della coreografia sono stati presentati costumi ispirati ai film di Federico Fellini, i carri del Carnevale di Viareggio, le maschere tipiche come Arlecchino e Pulcinella a bordo di Vespe e Fiat 500. Nella cerimonia di chiusura è stata inserita anche l'ultima premiazione dei Giochi: la 50 km di sci di fondo a tecnica libera che si era svolta nella mattinata. La serata è proseguita con gli elementi tradizionali e protocollari della cerimonia di chiusura: la sfilata delle bandiere delle nazioni partecipanti che ha preceduto l'ingresso informale degli atleti, i discorsi conclusivi e di ringraziamento del presidente del Comitato Organizzatore e del presidente del CIO, il passaggio di consegne da Torino a Vancouver, la città canadese che ospiterà i XXI Giochi olimpici invernali, lo spegnimento del braciere olimpico. Nel corso della serata, che si è conclusa con uno spettacolo pirotecnico, si sono esibiti i cantanti italiani Andrea Bocelli e Elisa, la canadese Avril Lavigne nel quadro dedicato al paese sede dei prossimi Giochi, e Ricky Martin.

Si può essere felici in un addio? Sì, a patto di concedersi un pizzico di immaginazione e di follia. È lo spirito della Cerimonia di Chiusura dei Giochi di Torino 2006, che ancora una volta ha voglia di raccontare al mondo il Paese che ha ospitato queste Olimpiadi, basata com'è su una festa tutta italiana come il Carnevale. Atmosfere da circo, Arlecchini e acrobati, animali di cartapesta e uomini-tarocchi e, soprattutto, i clown, da sempre inimitabili funamboli dell'impercettibile confine fra la malinconia e la risata. I Giochi sono finiti, volano le ultime "scintille di passione", il ricordo è ciò che unirà tutti dal giorno dopo. Si ammaina la Bandiera Olimpica ma non i valori dell'appuntamento sportivo più importante: ecco perché la cerimonia si apre con un cavallo bianco che galoppa in un mare candido come la neve, simbolo di libertà e di vittoria e si avvia a conclusione con la colomba luminosa formata dalle spose che portano lanterne accese, luce nel buio, segno di pace e speranza. Il testimone è nelle mani di Vancouver 2010.
Is it possible to say goodbye without a trace of sadness? Yes, if your farewell includes a pinch of imagination and craziness. That is just how the Closing Ceremony was. Telling the world once again about the country and city that hosted these Olympic Games. The inspiration was a very Italian festival, Carnival. A circus atmosphere ruled supreme, with Harlequins and acrobats, papier-màché animals and human playing cards racing here and there. And clowns, of course. Clowns, the classic treaders of the almost imperceptibly fine line between comedy and tragedy. The Games have come to an end, the last "sparks of passion"fly but the memory of it all will unite us all as we go forward to tomorrow. The Olympic Flag is lowered and tidied away. But the values of the world's most important sporting event are not. That's why the ceremony opens with a white horse galloping through a sea as white as snow, a symbol of freedom and victory. That is why it ends with a dove formed out of glowing lanterns, sending light out into the darkness as a sign of peace and hope. The baton has now been passed to Vancouver 2010.

 
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