Apertura - Le Olimpiadi d'Italia

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TORINO 2006 > LE CERIMONIE

Le Scintille di Passione hanno incendiato lo stadio, Andrea Varnier (direttore Immagine ed Eventi del TOROC) e Marco Balich (executive producer delle Cerimonie) avevano preannunciato una sintesi perfetta per unire tutti i segmenti artistici con un unico elemento creativo. La Cerimonia non ha tradito le attese, all’insegna della parole chiave che erano state indicate alla vigilia: ritmo, passione e velocità. Un trinomio presente già dai primi minuti con lo straordinario colpo d’occhio delle schegge di passione, pattinatori “infuocati” entrati in scena subito dopo Yuri Chechi, nei panni di un originale sciamano che ha dato il via allo spettacolo. A seguire, coreografie di massa con oltre 4mila volontari che hanno formato un gigantesco cuore rosso, seguiti poi da numeri ad hoc dedicati alle montagne, con mucche e pini danzanti che portano il saluto delle Alpi sulle note dell'inno Occitano.

Tra i momenti più emozionanti, quello dell’alzabandiera ideato da Giorgio Armani, con la modella torinese Carla Bruni e la parata degli atleti, durata quasi un’ora con l’ovazione del pubblico all’ingresso della delegazione italiana. Subito dopo, lo show è continuato con musiche e coreografie dedicate alla storia del Paese, dal Rinascimento al Barocco, passando dal Futurismo, rappresentato dall’etoile della Scala Roberto Bolle, nei panni di un avveniristico uomo del domani con tanto di cresta rossa sulla testa. Il ballerino di fama mondiale è stato solo uno dei tanti nomi che hanno preso parte alla serata, tra cui Giorgio Albertazzi, Yoko Ono e Peter Gabriel (interprete di un’originale "Imagine"), Isabelle Allende, Sofia Loren e Susan Sarandon (le attrici hanno portato la bandiera olimpica) e Luciano Pavarotti (a lui è toccata la conclusione della serata con Nessun Dorma). Spettacolo e sport da grandi emozioni, concentrate nell’accensione spettacolare del braciere olimpico, per mano di Stefania Belmondo, dopo essere stata portata da altri grandissimi campioni dello sport azzurro Alberto Tomba, Piero Gros, Deborah Compagnoni e i fondisti di Lillehammer Fauner, Albarello, Vanzetta e De Zolt.

Il presidente del TOROC Valentino Castellani ha ricordato come ”La Cerimonia di apertura di questa sera è un’anteprima di quello che sapremo offrire al mondo nelle prossime due settimane di gare. Abbiamo assistito ad uno straordinario spettacolo di creatività che è riuscito a trasmettere la passione che anima il nostro popolo in maniera maestosa e non retorica, alternando momenti alti e toccanti, momenti di puro piacere estetico ad altri di assoluto divertimento”.

Accogliere donne e uomini da tutto il mondo spalancando le braccia: ecco chi siamo, ecco dove siete. Per tutta la durata dei Giochi, Torino, l'Italia, sono casa vostra. Batteva così il cuore della Cerimonia di Apertura il 10 febbraio 2006 allo Stadio Olimpico, uno spettacolo che ha coniugato i concetti di ritmo, passione, velocità con lo spirito, la storia, la cultura di Torino e del Paese. Come dire: qui ci sono il ritmo della creatività e la velocità per tenere il passo dei tempi, ma anche la passione per il bello e per le proprie radici. Riscoperte attraverso citazioni e suggestioni sceniche: dal Medioevo nei versi dell'Inferno di Dante dedicati a Ulisse, al Rinascimento nella rivisitazione della Nascita di Venere del Botticelli, dalle sorprese pirotecniche per raffigurare gli eccessi del Barocco alla danza meccanica del Futurismo, fino a un presente che è già futuro. È in questa sintesi di cultura italiana, l'immagine iniziale che ha dato di sé Torino, la città più grande che abbia ospitato i Giochi Invernali: il martello battuto su un'incudine in apertura di cerimonia, per ricordare il carattere industriale della metropoli circondata dalle montagne, la metropoli della tecnologia e dei motori, uno dei simboli dell'eccellenza italiana. Come il bolide rosso, sceso più tardi in scena. Quale simbolo più italiano di ritmo, passione e velocità?
"Men and women of the world, we welcome you to Torino with wide open arms: this is who we are, this is where you are. For the entire duration of the Games, Torino and Italy are your home." This was the message from the heart at the Opening Ceremony, which took place in the Olympic Stadium on 10 February 2006. A spectacular event that combined rhythm, passion and speed with the spirit, history and culture of both Torino and the whole of Italy. As if to say: we bring you the rhythm of creativity, the speed to keep up with the times, and a passion for beauty and our own roots. Roots rediscovered through a host of tableaux: from the Middle Ages courtesy of the verses of Dante's Inferno
to the Renaissance through a restaging of Botticelli's Birth of Venus. Pyrotechnics symbolised Baroque excess while mechanical dance hailed Futurism. There was a salute to the present, a present already launched towards the future. This spectacular crash course in Italian culture was the world's introduction to Torino, the largest city ever to host the Olympic Winter Games. The hammer striking the anvil to open the ceremony reminded us of the industrial heritage of this mountain-ringed city a city of technology and cars, a symbol of Italian excellence. Just like the red racing car that arrived late in the ceremony What Italian symbol could better represent rhythm, passion and speed?

 
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