Roma 1960_ - Le Olimpiadi d'Italia

Vai ai contenuti

Roma 1960_

Cinquantaquattro anni dopo la rinuncia per mancanza di fondi decisa dal governo Giolitti, le Olimpiadi approdarono finalmente a Roma. Nel 1960 l’Italia era all’inizio del cosiddetto boom economico, e una spesa di 33 miliardi di lire per l’organizzazione dei Giochi olimpici non dovette sembrare eccessiva. Erano stati costruiti 12 impianti sportivi stabili e 5 temporanei, altri 5 erano stati rinnovati. Nel quartiere Flaminio era sorto il villaggio olimpico, composto da 33 palazzi alti sino a cinque piani, per un totale di 1348 appartamenti. All’ottima funzionalità degli impianti si aggiunse in qualche caso il fascino di una storia millenaria: il torneo di lotta si svolse infatti alla basilica di Massenzio, mentre le terme di Caracalla furono scelte come teatro delle gare di ginnastica. La maratona partì dal Campidoglio e si concluse all’arco di Costantino, dopo un percorso che includeva anche l’Appia antica. Le suggestioni del passato non furono di ostacolo all’avanzare della modernità: la televisione, per esempio, per la prima volta coprì interamente la manifestazione olimpica, con 106 ore di programmazione (ricordiamo che allora esisteva un solo canale). Le trasmissioni erano in diretta, e in occasione delle gare più importanti si produsse il fenomeno, fino ad allora del tutto inedito, delle città svuotate di gente. Un’innovazione tecnica legata più direttamente al fenomeno agonistico fu l’introduzione ufficiale del cronometraggio elettrico nel canottaggio e nel ciclismo, mentre nell’atletica e nel nuoto ebbe una funzione solamente ausiliaria, non essendo ancora stato approvato dalle rispettive federazioni. I Giochi di Roma, che si svolsero dal 25 agosto all’11 settembre, si avvalsero di una macchina organizzativa efficiente e furono assistiti anche da un clima favorevole: non piovve e il caldo non fu eccessivo. I concorrenti furono 5346 (651 donne), provenienti da 84 paesi, tra i quali per la prima volta una nutrita rappresentanza dell’Africa nera: Etiopia, Ghana, Kenya, Liberia, Nigeria, Rhodesia, Sudan e Uganda. Fecero a Roma il loro debutto olimpico anche Marocco e Tunisia, divenuti stati indipendenti nel 1956.


Fifty-four years after the Giolitti government renounced the Olympics for lack of funds, they finally landed in Rome. In 1960, Italy was at the beginning of the so-called economic boom, and an expenditure of 33 billion liras for the organization of the Olympic Games should not seem excessive. Twelve permanent and five temporary sports facilities had been built, and another five had been renovated. In the Flaminio district, the Olympic village was built, composed of 33 buildings up to five floors high, for a total of 1348 apartments. The excellent functionality of the facilities was added in some cases the charm of a thousand-year history: the wrestling tournament was held in the Basilica of Maxentius, while the Baths of Caracalla were chosen as the scene of the gymnastics competitions. The marathon started from the Capitol and ended at the Arch of Constantine, after a route that also included the ancient Appian Way. The suggestions of the past were not an obstacle to the advancement of modernity: television, for example, for the first time covered the entire Olympic event, with 106 hours of programming (remember that at the time there was only one channel). Broadcasts were live, and during the most important competitions, the phenomenon of the city being emptied of people occurred, a phenomenon that had never happened before. A technical innovation linked more directly to the competitive phenomenon was the official introduction of electric timekeeping in rowing and cycling, while in athletics and swimming it had only an auxiliary function, since it had not yet been approved by the respective federations.
The Rome Games, which took place from August 25 to September 11, availed themselves of an efficient organizational machine and were also assisted by a favorable climate: it did not rain and the heat was not excessive. There were 5346 competitors (651 women) from 84 countries, including, for the first time, a large number from black Africa: Ethiopia, Ghana, Kenya, Liberia, Nigeria, Rhodesia, Sudan and Uganda. Morocco and Tunisia, which became independent states in 1956, also made their Olympic debut in Rome.
Torna ai contenuti